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Tour fra i castelli della Valle del Tevere

Da Salisano a Torri in Sabina passando per Poggio Catino

Un tour per conoscere i castelli della Valle del Tevere, splendide testimonianze di un passato indelebile che rendono ancor più suggestivi i borghi e i panorami dei territori in cui ancora oggi sorgono: dagli imponenti ruderi di Roccabaldesca – nel comune di Salisano – all’affascinante Rocca Guidonesca di Rocchettine, nei pressi di Torri in Sabina, passando per lo spettacolare castello longobardo di Catino. Un viaggio di 38 km, in moto, auto o in camper, da sud verso nord, risalendo il corso del fiume Tevere fino al confine con l’Umbria, immersi nelle verdi vallate di ulivi, nei sapori intensi dell’olio della Sabina e dei prodotti tipici locali, per riscoprire tutto il fascino del Medioevo, là dove, come per incanto, il tempo sembra essersi fermato.

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immagine della tappa a Salisano

Immagine di Salisano

Il nostro itinerario parte dal Castello di Roccabaldesca, nel comune di Salisano. Raggiungibile da Roma e da Rieti attraverso la Via Salaria o da Roma con l’A1, si esce per Passo Corese e si prende la SR 313 (Strada Statale Passo Corese) che costeggia il corso del Tevere. Superata la stazione di Poggio Mirteto giriamo alla prima a destra, la SP 48 che ci conduce a Salisano. Su una collina limitrofa, dopo aver fatto un po’ di strada a piedi, raggiungiamo le rovine di Roccabaldesca, totalmente avvolte dalla natura circostante. Costruita nel X secolo, nell’anno 1000 la fortezza fu proprietà della vicina Abbazia di Farfa per poi essere abbandonata nel seicento. Dell’antica rocca a guardia della valle del Tevere rimangono poche tracce, tuttavia si possono ancora ammirare l’arco d’ingresso, porzioni di case del nucleo abitativo e i pozzi nella roccia in cui erano conservati i cereali. Quello che suscita maggiore interesse è un antico mulino per la produzione dell’olio d’oliva, testimonianza che all’epoca, come oggi, questa produzione era alla base dell’economia della Sabina. Prima di ripartire, ci fermiamo presso una piccola locanda che troviamo nel cuore del centro storico di Salisano: la Locanda del Gufetto, per assaggiare alcuni piatti genuini della tradizione, conditi con il magnifico olio DOP della Sabina.

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immagine della tappa c Poggio Catino

Immagine di Poggio Catino

Ci rimettiamo in marcia verso nord per raggiungere la nostra prossima tappa: il Castello di Catino, nel comune di Poggio Catino. Riprendiamo Via Provinciale Stazione e giriamo a destra su via Roma per 17 km. Lungo la strada salutiamo il grazioso borgo di Poggio Mirteto e raggiunto Catino ci dirigiamo al parcheggio-belvedere per poi risalire a piedi l’antico borgo medievale, tra vicoli e archetti, fino ad arrivare ai resti della Rocca. In posizione di dominanza sulla Sabina tiberina, a strapiombo sul famoso “catino”, sebbene si siano conservati bene solo la torre di venti metri, di forma poligonare, parte delle mura di cinta, due torrioni angolari e pochissimi resti della Rocca, possiamo riconoscere l’imponenza architettonica tipica di un impianto fortilizio difensivo dell’Alto Medioevo. Sorto a controllo della via che conduceva anticamente dalla Bassa Sabina a Rieti, fu anch’esso proprietà dell’Abbazia di Farfa nell’XI secolo, per poi essere abbandonato nel 1600. Ci fermiamo qualche minuto per assaporare l’atmosfera e ammirare il magnifico panorama sui boschi di lecci e di faggi, sugli uliveti a valle e sulle colline intorno su cui avvistiamo in lontananza i borghi di Cantalupo in Sabina, Roccantica e Casperia.

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immagine della tappa c Torri in Sabina

Immagine di Torri in Sabina La nostra ultima tappa sono le fortezze gemelle di Rocchette e Rocchettine, che sorgono immerse in uno scenario naturalistico suggestivo, tra boschi e valli, a strapiombo sul fiume L’Aia, affluente del Tevere. Le raggiungiamo riprendendo la SR 313 in direzione di Vacone, nel comune di Torri in Sabina, parcheggiando nei pressi del ponte sul fiume e incamminandoci per pochi metri per fare ingresso al borgo.  Rocchette è ancora abitata, seppur scarsamente, mentre Rocchettine ospita una delle più affascinanti strutture fortilizie del Lazio: la Rocca Guidonesca, circondata dalle rovine delle vecchie abitazioni. Della struttura originaria, più volte rimaneggiata nei secoli, rimane solo la torre a pianta quadrata, incastonata nelle mura di cinta, di epoca successiva. Tutto il complesso fortilizio è stato edificato con materiali calcarei tipici della Sabina, molto solidi, motivo per cui possiamo avere ancora la fortuna di ammirarlo.

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Commenti e suggerimenti dei visitatori:

caterina04/10/2013 17:33

Adoro i paesini arroccati e le rocche medievali....andrò sicuramente a vedere le rocche gemelle a Torri!